ENERGIA EOLICA

Energia del futuro o rischio ambientale?

 

 

 

 

LE ENERGIE RINNOVABILI

E LA QUESTIONE EOLICA

 

Impianto Eolico di Castiglione Messer (Chieti, Abruzzo)

Le localizzazioni predilette degli impianti sono, a causa della situazione della ventosità, i crinali montano-collinari dell'Appennino .
La realizzazione delle centrali e delle opere ad esse accessorie ha come primo, più vistoso ed evidente effetto, la devastazione irreversibile dei valori paesaggistici e panoramici.
Spesso le aree scelte per la realizzazione degli impianti costituiscono habitat di elevato pregio naturalistico, che in molti casi, proprio per il loro valore ambientale di importanza spesso non solo regionale ma nazionale ed internazionale, ricadono in aree protette dalla legislazione interna (parchi nazionali e regionali, riserve naturali) o in siti d'importanza comunitaria, o in entrambe le situazioni.
I progetti che si stanno proponendo non tengono in nessun conto dell'importanza dei luoghi che spesso ospitano specie animali e habitat minacciati e meritevoli di misure speciali di tutela, né dei principi di conservazione acquisiti in questi ultimi decenni nel nostro Paese e in Europa e che hanno trovato espressione giuridica in fondamentali norme nazionali come la legge quadro sulle aree protette n.394 del 1991, nella cosiddetta legge Galasso su vincoli e piani paesistici, oggi convertita nel D.L. 490 del 1999, nonché nelle relative leggi regionali in materia.
L'irrompere dei parchi eolici, con le decine e centinaia di torri d'acciaio alte fino a 100 metri, con le strade connesse e con i relativi pesanti basamenti interrati di cemento, va nella direzione opposta a quella di una pretesa ideologia ambientalista ed ecologica che è quella di un processo di rapina del territorio che oscurerà il patrimonio di bellezza e di autenticità su cui si basano quei progetti e quelle aspirazioni. Un discorso del tutto analogo può farsi per le Prealpi, per la Sicilia e per la Sardegna. L'impatto, dunque, si ripercuote anzitutto sull'aspetto generale dei luoghi di insediamento, distruggendone il valore paesaggistico e panoramico e facendone decadere le vocazioni turistiche.
Le grandi torri eoliche, per la collocazione sui crinali, per l'altezza, per la composizione in serie, introducono nel territorio scenari assolutamente inusuali che irrompono - con la forza delle loro gigantesche dimensioni fuori scala - nella visione paesaggistica. Grandi macchine, potenti, dominanti, spesso in movimento. Chi le conosce o le vive quotidianamente da vicino dichiara inquietudine e turbamento nel vedere i luoghi familiari della propria vita radicalmente mutati e sconvolti in tempi brevissimi. Non a caso ci sono Comuni come S. Bartolomeo in Galdo (il più popoloso della Val Fortore) che si dichiarano con delibera ufficiale "deolizzati" ed altri, come Agnone (Isernia) che chiedono alla Regione Molise di fermare le pale eoliche, prima che distruggano il loro patrimonio storico e paesaggistico. Parchi nazionali e regionali, piccole città d'arte, iniziative generali e particolari come l'APE (Appennino Parco d'Europa), le attività agrituristiche, i percorsi ippici di montagna, le produzioni agroalimentari di qualità sono gli elementi coordinati di un grande progetto in atto per un nuovo rilancio economico, la cui base consiste nella conservazione e nella valorizzazione dei beni ambientali, paesaggistici e storico-culturali.



FLORA E FAUNA
La presenza di decine e più di queste strutture, con pale in movimento di giorno e di notte, esercita un pesante impatto sulla fauna. Le zone individuate per le centrali sono per lo più molto importanti per numerose specie di rapaci sia come zone di caccia sia come punti di concentrazione durante le migrazioni. E' noto e documentato il rischio diretto per gli uccelli rapaci costituito dalle pale dei generatori oltre che dal degrado ambientale generale connesso. Quasi tutte le specie di rapaci italiani sono incluse nell'allegato I della Direttiva 79/409/CEE, che comprende le specie particolarmente meritevoli di tutela per le quali gli Stati membri (art.4) sono tenuti all'adozione di misure speciali di conservazione dei loro habitat di vita per " … garantire la sopravvivenza e la riproduzione di dette specie nelle loro aree di distribuzione". La realizzazione delle centrali eoliche in tali ambienti costituirebbe quindi un'evidente infrazione a precisi obblighi comunitari.
Un impianto eolico nella zona dello stretto di Gibilterra è stato chiuso dopo che in un giorno morirono oltre 60 grifoni. Da uno studio compiuto tra Marzo 2000 ed Aprile 2001, in 11 delle centrali eoliche costruite sino ad oggi in Navarra che ammontano a circa 400 pale eoliche, è emersa una mortalità di 749 pipistrelli, 472 rapaci, dei quali 443 grifoni, e 7185 passeriformi. Il danno all'avifauna, stanziale e migratoria è altissimo. E' evidente che l'aquila reale, come molte altre specie di rapaci già rari in Italia poiché minacciati da molteplici altri fattori, difficilmente potrebbe sopravvivere nelle zone interessate dagli impianti eolici.

 

CONCLUSIONI
" Ci si chiede: "Il gioco vale la candela?" E' evidente che non può essere questa la strategia d'impiego delle fonti rinnovabili su larga scala ed è altrettanto evidente che la corsa all'eolico appare improvvisata e violenta, sia a fronte della complessità e della vastità della crisi climatica, sia in relazione ai danni ambientali e paesaggistici prodotti. Stiamo assistendo, ancora una volta, ad una drammatica aggressione al territorio italiano al di fuori di qualunque minima pianificazione territoriale e principio di tutela sia degli ambienti naturali, sia del patrimonio storico, paesaggistico e culturale. Una strategia adeguata alle problematiche presenti dovrebbe comprendere, invece, una maggiore attenzione alle altre tecnologie delle fonti rinnovabili (solare termico per il riscaldamento - panelli solari e fotovoltaico in primo luogo), i cui potenziali energetici sono molto più consistenti di quello eolico e il cui collocamento nel territorio è di gran lunga più compatibile dal punto di vista della conservazione dei beni ambientali e paesaggistici.

" Le centrali eoliche sono veri e propri impianti industriali, e pertanto già in quanto tali la loro ubicazione in aree ambientalmente pregevoli risulta del tutto incompatibile con la vocazione spiccatamente naturalistica di questi territori, caratterizzate inoltre dal fatto che, essendo per lo più realizzate in aree remote, comportano la costruzione di infrastrutture di servizio, come strade e linee elettriche, che ne accrescono il già notevole impatto sull'ambiente e sulle sue varie componenti.
" Non è accettabile che, come invece è diventata prassi usuale, la localizzazione e la dimensione degli impianti vengano decise solo in base a contrattazioni tra le ditte produttrici ed i comuni interessati, che spesso svendono per pochi soldi i valori ambientali più significativi dei loro territori, tra l'altro con danni anche economici assai notevoli per l'agriturismo, il turismo naturalistico, l'allevamento del bestiame, eccetera.
" Occorre che le Regioni varino piani energetici accurati che tengano conto dei valori ambientali e che, in attesa di tali piani, venga imposta una moratoria alla realizzazione di nuovi impianti eolici. Vanno inoltre incoraggiate altre forme di produzione di energia da fonti rinnovabili come il solare termico ed il solare fotovoltaico.
" E' necessario che il Ministero dell'Ambiente e gli altri enti coinvolti ritirino il Protocollo d'intesa "L'energia dei Parchi", firmato nel febbraio 2001, che ha effetti diretti ed indiretti molto dannosi nei confronti della salvaguardia degli ultimi ambienti naturali del nostro Paese.
" Vi è un alto livello di disinformazione in merito alle centrali eoliche vista da molti, anche titolari di responsabilità decisionali in questo settore, come a basso impatto ambientale ed assai utili per la riduzione dell'effetto serra. Occorre quindi un'attenta opera di sensibilizzazione e di informazione in merito alla situazione reale.

a cura di: Ivano PONZINI

Il materiale e' tratto da:

http://abruzzonatura.com                                          Abruzzo Natura

http://www.amicidellaterra.it/                                    Amici della Terra

http://www.wilderness.it/                                           Associazione Italiana per la Wilderness

http://www.cai.it                                                         CAI Club Alpino Italiano

http://www.cnp-online.it/                                            CNP comitato Nazionale del Paesaggio

http://www.fondoambiente.it/                                    FAI Fondo Ambiente Italiano

http://www.greenpeace.it/                                         Greenpeace Italia

http://www.norcia.net/eolico/maindx.htm                Liberi OrizzontiComitato interregionale per la regolamentazione eolica

http://www.mountwild.it/                                            Mountain Wilderness Italia

www.lipu.it/                                                                 LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli

http://www.italianostra.org/                                       Italia Nostra

http://www.pro-natura.it/                                            Pro Natura

http://www.retelilliput.org/                                          Rete Lilliput

http://www.wwf.it                                                        W:W:F: Italia

Altri Link :

Impianto eolico di Muro Lucano

http://www.wwfbasilicata.net

Piano Energetico Regione Liguria

http://www.regione.liguria.it/

Piano energetico alternativo Proposto da Lega Ambiente alla Regione Emilia Romagna

http://www.legambientedoc.it/