ENERGIA EOLICA

Energia del futuro o rischio ambientale?

 

 

LA LIGURIA INSORGE:

IL CASO DI MAISSANA (SP) E DI CORNOVIGLIO (SP)

Gia' da due anni che le popolazioni della Regione Liguria si sono mobilitate contro i progetti di Parchi Eolici progettati sul loro territorio, oggi si raccolgono i primi risultati, la Regione Liguria guarda con maggiore preoccupazione ai progetti proposti e su alcuni progetti vi e' stata una veloce retromarcia. Due casi nella provincia di La Spezia ed i fotomontaggi degli impianti.

I fotomontaggi sono stati eseguiti in scala considerando generatori eolici di 75 metri dall'estremità della pala alzata a terra, come normalmente vengono utilizzati per impianti di questo tipo.
Il posizionamento sul crinale e il numero di generatori sono desunti dalle dichiarazioni dei sindaci apparse sulla stampa.

Questi fotomontaggi rappresentano la centrale eolica che la società Americana Seawest intende costruire sull'Alta Via dei Monti Liguri l'itinerario escursionistico di grande qualità ambientale noto in tutta Europa considerato dall'Ufficio Regionale Parchi e Aree protette, come un parco naturale lineare sviluppato per oltre quattrocento chilometri lungo tutta la Liguria.
La costruzione di questo impianto industriale provocherebbe un devastante impatto paesaggistico e ambientale, compromettendo l'aspetto estetico-naturalistico in modo irreversibile e banalizzando i valori panoramici di uno dei più bei luoghi della Liguria.

Il castello di Calice sullo sfondo del Monte Cornoviglio.

La pesante trasformazione del paesaggio nell'ipotesi dell'impianto proposto dai comuni di
Calice e Rocchetta.

Vista attuale dal Monte Coppigliolo verso il Monte Cornoviglio

Questo sarebbe l'impatto ambientale di ventisei generatori eolici sullo stesso crinale.


Il crinale dal Monte Coppigliolo al Monte Cornoviglio visto dalla strada Casoni Villa Grossa con l'ipotesi dell'impianto eolico.


Una situazione analoga a quella di Calice al Cornoviglio viene proposta anche dal comune di Maissana sul crinale tra il Monte Porcile e il Monte Alpe in un'area S.I.C.( Siti di importanza comunitaria ) i quali ospitano specie animali e habitat minacciati e meritevoli di misure speciali di tutela e, per tale motivo, sono riconosciuti di rilevanza europea sulla base di convenzioni internazionali e di norme comunitarie come la Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e semi naturali, nonché alla flora e della fauna selvatiche, recepita in Italia con il D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357 e la direttiva 79/409 CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici del 2 aprile 1979, recepita in Italia con la legge n. 157 del 1992.
Le suddette Direttive prevedono l'istituzione di una rete europea di aree protette denominata NATURA 2000 e i siti individuati ai fini della loro inclusione , elencati nel decreto del Ministero dell'Ambiente del 3 aprile 2000 furono a suo tempo individuati dalle Regioni sulla base di studi naturalistici appositamente condotti. .
Il crinale tra il Monte Alpe e il Monte Porcile dove il comune di Maissana prevede un grosso impianto eolico in realtà non sopporterebbe alcun intervento invasivo poiché l'installazione anche di un solo generatore comprometterebbe il delicato equilibrio ecologico e annullerebbe la biodiversità e le peculiarità paesaggistiche che hanno permesso l'inserimento nelle aree SIC di questo importante ecosistema .

Il crinale sopra Maissana

Impatto sul crinale di trenta generatori eolici.


Impianto eolico realizzato a Castiglione Messer Marino ( Chieti )