ENERGIA EOLICA

Energia del futuro o rischio ambientale?

 

 

L'ENERGIA EOLICA

E' VERAMENTE PULITA?

Il problema delle centrali eoliche è il più grave tra quelli che minacciano alcuni nostri ambienti naturali in particolare, causa la loro ventosità, gli Appennini e le grandi isole. Nessun altro impianto tecnologico, tra quelli tradizionalmente già inseriti nelle aree montane ( tralicci di elettrodotti, ripetitori televisivi, antenne per telefonia mobile, impianti sciistici ) ha un impatto paesaggistico, almeno in Italia, paragonabile per pesantezza a quello dei parchi eolici, inoltre ogni generatore deve essere raggiungibile mediante una strada, indispensabile per realizzare l'opera, e per la successiva manutenzione.
Occorrerebbero oltre 5000 torri eoliche per avere un risparmio di petrolio dell'1,1 per cento l'anno. Beneficio subito annullato dall'aumento annuale di petrolio che, con una crescita del PIL del 2 per cento l'anno, e' del 2,5-3 per cento.
Il prezzo di questo modestissimo risparmio sarebbe la devastazione dell'enorme ricchezza ambientale Europea rappresentata dall'Appennino poiché 5000 generatori occuperebbero oltre 500 chilometri di crinale ovvero la meta' di tutta la catena stessa dalle Alpi liguri alla Calabria.

I Comuni interessati spesso svendono per pochi soldi i valori ambientali piu' significativi dei loro territori, tra l'altro con danni anche economici assai notevoli per l'agriturismo, il turismo naturalistico e l'allevamento del bestiame.
Le amministrazioni locali, messe davanti alla scelta tra un afflusso immediato di "denaro fresco" connesso all'insediamento degli impianti eolici , e un eventuale profitto futuro collegato alla conservazione del territorio per una vocazione turistico-ecologica, optano per lo più per la prima con estrema indifferenza all'assurdità ambientale di certe localizzazioni.

Chi conosce e vive quotidianamente da vicino le centrali eoliche dell'Appennino Centrale e meridionale dichiara inquietudine e turbamento nel vedere i luoghi familiari della propria vita radicalmente mutati e sconvolti in tempi brevissimi. La banalizzazione del paesaggio ad opera di queste gigantesche macchine "fuori scala" visibili da grande distanze e la conseguente perdita dei valori panoramici hanno fatto decadere in modo definitivo le vocazioni turistiche di intere comunità del Centro Sud Italia dove sono state costruite grosse centrali eoliche.
Nel Sud gli imprenditori dell'eolico hanno trovato terreno fertile tra le amministrazioni più povere, non a caso la maggiore concentrazione di impianti si trova in Irpinia.
Non a caso, ora che tentano la risalita al nord si rivolgono " in sordina" verso quei territori spopolati e ritenuti depressi dove l'opinione pubblica peraltro tenuta assolutamente disinformata, si presuppone poco rilevante.
Gli Imprenditori dell'Eolico sanno benissimo che se impiantassero le loro torri a Portofino o sulle montagne di Cortina d'Ampezzo si ritroverebbero a fare i conti con una probabile rivolta della popolazione.
E infatti due regioni come il Veneto e la Valle D'Aosta hanno messo le mani avanti, rifiutandosi di ospitare anche una sola torre sul loro territorio.

Le prospettive che si profilano aprono un instabile contraddizione con i programmi e le aspettative sulle quali da tempo lavorano le comunità della dorsale Appenninica. Un territorio che costituisce l'ultima grande riserva del paesaggio storico e naturale, che ospita centinaia di Comuni i cui abitanti presiedono e difendono il polmone verde d'Italia.
Iniziative generali e particolari come l'APE ( Appennino parco d'Europa), le attività agrituristiche, i percorsi ippici di montagna, le produzioni agroalimentari di qualità sono gli elementi coordinanti di un grande progetto in atto per un nuovo rilancio economico, la cui base consiste nella conservazione dei beni ambientali paesaggistici e storico-culturali.
L'irrompere dei parchi eolici , va invece in tutt'altra direzione, quello di un processo di rapina del territorio che oscurerà il patrimonio di bellezza e di autenticità su cui si basano quei progetti e quelle aspirazioni.


Emerge da alcune ricerche compiute che i rapaci come l'aquila reale il Biancone, vengono fatti
a pezzi dalle pale in continuo movimento; stessa sorte anche per i migratori, che effettuano i loro voli per lo più di notte. Quasi tutte le specie di rapaci italiani sono incluse nell'allegato 1 della direttiva 79/409/CEE che comprende le specie particolarmente meritevoli di tutela per le quali gli Stati Membri (art.4) sono tenuti all'adozione di misure speciali dei loro habitat di vita per garantire la sopravvivenza e la riproduzione di dette specie nelle loro aree di distribuzione . Sono assai vulnerabili e particolarmente minacciati i pregevoli ambienti delle praterie montane e di altre formazioni floristiche rare e tutelate a livello nazionale e internazionale.

Prima di installare nuove centrali eoliche, la cui collocazione e le cui caratteristiche sono spesso il frutto di accordi fra amministratori comunali e società proponenti, vanno varati dalle Regioni piani energetici che tengano conto della compatibilità ambientale e paesistica di queste opere. Va dato adeguato spazio anche all'utilizzo di altre fonti di energia rinnovabile, prima di tutto quella solare. Ed è importante che siano esclusi dagli insediamenti i parchi e le riserve naturali, i siti di interesse comunitario, le zone a protezione speciale e le oasi di protezione della fauna.

I paesaggi dell'Appennino sono il frutto dell'interazione tra straordinari fenomeni naturali e la millenaria azione del uomo, che qui ha espresso ai massimi livelli il carattere di alcune culture di grande interesse storico, come quella della civiltà contadina e pastorale.
La compatibilità ambientale dell'eolico deve essere valutata dando il giusto valore ad ogni aspetto dell'ambiente; oltre all'aria, devono essere considerati anche il paesaggio, la flora, la fauna, la storia, la cultura.
Nonostante l'apparente banalità e ovvietà di questo elementare concetto,all'energia eolica viene attribuito l'appellativo di "energia pulita", con esclusivo riferimento all'elemento aria, facendo nascere il pericoloso equivoco che tende a considerare secondari gli altri elementi che compongono il sistema ambiente. In realtà, "NON PUO' ESSERE DEFINITA PULITA NE' TANTOMENO COMPATIBILE", una forma di energia per la cui produzione è necessario "sporcare" pesantemente il volto di un territorio( e cioè l'Appennino) dove più alto e' il pregio ambientale e il valore storico, poiché le centrali eoliche sono veri e propri impianti industriali e perciò del tutto incompatibili con l'ambiente montano.

a cura di: Ivano PONZINI

Per saperne di più:

Italia
www.cnp-online.it
www.norcia.net/eolico
www.wilderness.it
www.retelilliput.org

Danimarca
www.naboertilvindmoeller.dk

Francia
http://paysagesdefrance.free.fr
www.eoliennes.net

Germania
www.windkraftgegner.de
http://huegelland.tripod.com
http://wildfriedneck.tripod.com